Cappella dei Santi Protettori
Andrea Vaccaro
Tipo Dipinto e Scultura
Materiale e tecnica Olio su tela / Statuaria lignea
Soggetto Madonna con Bambino e Santi Antonio e Rocco; La Morte di San Giuseppe; Addolorata
+ Più dettagli
Autore Andrea Vaccaro (presunta attribuzione)
Note storiche La cappella testimonia il passaggio dal culto dell'Immacolata (opera del Volpi) alla devozione per i Santi Antonio e Rocco. Conserva tracce della memoria locale attraverso la lapide della famiglia Balsamo e il dono della spilla di rubini (ex-voto pre-1980).
Simbologia Iconografia di San Rocco (Cane), Topografia sacra (Facciata di San Potito e monastero ad L), Devozione mariana (Addolorata con ex-voto).
Testimonianze Storiche e Sepolcrali
La cappella custodisce la memoria della famiglia Balsamo, testimoniata da una lapide situata sulla parete sinistra. Al suo interno, riposano i resti di Annamaria e di sua figlia. Oltre alla dimensione sepolcrale, il luogo è intriso di una profonda devozione popolare: tra le testimonianze più toccanti si annovera la storia di una spilla di rubini, donata prima del 1980 da una fedele come ex-voto per una grazia ricevuta. Incredibilmente, il gioiello orna ancora la statua dell’ Addolorata, essendo scampato ai numerosi furti che hanno purtroppo privato la chiesa di molti altri arredi nel corso del tempo.
L’Apparato Pittorico: Il Capolavoro di Giordano Luca
L’elemento centrale della cappella è la tela della
Madonna col bambino tra i Santi Antonio e Rocco
di
Andrea Vaccaro,
altro importante pittore napoletano che sostituisce l’originaria opera del Volpi.
L’artista armonizza la devozione dei santi, riconoscibili dalle iconografie classiche come il cane di San Rocco, con una rappresentazione del territorio che include la facciata di San Potito.
Curiosità
In un dettaglio dell’opera è possibile scorgere una preziosa testimonianza architettonica: la chiesa al centro è probabilmente la facciata di San Potito, con alle spalle il caratteristico monastero con impianto ad L, legando indissolubilmente il sacro al paesaggio urbano napoletano.
Simbologia e Iconografia
Tocca o passa il mouse sui termini in arancione → apparirà il dettaglio
L’apparato decorativo e scultoreo della cappella crea un percorso visivo che unisce la protezione dei santi al dolore umano e alla speranza cristiana:
-
San Rocco:
Il cane fedele: simbolo di soccorso divino e protezione contro le epidemie.
È immediatamente riconoscibile dalla sua iconografia classica, in particolare dalla presenza del cane, figura che rappresenta il sostegno ricevuto dal santo durante la malattia e il suo ruolo di protettore contro le sofferenze del corpo.
-
L’Addolorata e la Spilla:
Ex-voto in rubini: testimonianza di una grazia ricevuta e legame indissolubile con la comunità.
La statua della Vergine Maria incarna il dolore universale. La presenza della spilla di rubini, donata come ex-voto prima del 1980, è un dettaglio miracolosamente scampato ai furti, simbolo della devozione popolare che ancora oggi “resiste” nel tempo.
-
San Giuseppe e la Buona Morte: La scena laterale offre un messaggio di speranza legato al passaggio verso l’eterno:
-
Il Transito di San Giuseppe:
La protezione dei morenti: il passaggio sereno tra le braccia di Gesù e Maria.
La tela della morte del Santo simboleggia la pace dell’anima nel momento estremo, ricollegandosi alla natura sepolcrale della cappella e offrendo conforto ai fedeli.
-
Memoria dei Balsamo:
La lapide familiare: simbolo di continuità tra la via terrena e il riposo eterno.
La presenza della lapide dedicata ad Annamaria Balsamo e sua figlia sottolinea il legame tra il sacro e la storia familiare del quartiere, trasformando lo spazio in un luogo di memoria identitaria.
-
Il Transito di San Giuseppe: